La Carta del docente è il bonus per l'aggiornamento e la formazione previsto dall'articolo 1, comma 121, della legge 107/2015. Oggi spetta ai docenti di ruolo, ai docenti con supplenza annuale su posto vacante e disponibile (fino al 31 agosto), ai docenti con supplenza fino al termine delle attività didattiche (fino al 30 giugno) e al personale educativo. Per l'anno scolastico 2025/2026 il decreto del Ministero, di concerto con l'Economia, ne ha fissato il valore in 383 euro. Questa guida mette in ordine chi la riceve, cosa si può comprare, la regola dei quattro anni per computer e programmi e cosa succede alle somme non spese, riportando solo quello che dicono la legge, il decreto 2025/2026 e il DPCM del 28 novembre 2016. I tipi di supplenza sono spiegati nella guida su supplenze al 30 giugno, al 31 agosto e spezzoni.
01 Chi ne ha diritto
Il comma 121 elenca quattro categorie: il docente di ruolo, il docente con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile, il docente con contratto di supplenza fino al termine delle attività didattiche, il personale educativo. Il decreto 2025/2026 la riconosce al personale delle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado, a tempo pieno e a tempo parziale (articolo 2, comma 1), e anche ai docenti in anno di formazione e prova, ai docenti dichiarati inidonei per motivi di salute, a quelli in comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, ai docenti delle scuole italiane all'estero e delle scuole militari (comma 2).
| Contratto | Termine (OM 27/2026, art. 2, c. 10) | Carta |
|---|---|---|
| Ruolo | nessuno | sì |
| Supplenza annuale su posto vacante e disponibile (art. 2, c. 6, lett. a) | 31 agosto | sì |
| Supplenza fino al termine delle attività didattiche (lett. b) | 30 giugno | sì |
| Supplenza temporanea per ogni altra necessità (lett. c) | fine delle esigenze di servizio | non nominata dalla legge |
Le supplenze temporanee brevi non sono tra le categorie del comma 121 e il decreto 2025/2026 non le cita. Il comunicato del Ministero sulla Carta 2025/2026 parla di una platea di oltre un milione di docenti, con più di 200.000 beneficiari in più rispetto all'anno precedente.
02 Quanto vale e chi decide l'importo
La legge fissa un tetto: la Carta vale «fino a euro 500 annui per ciascun anno scolastico». Dal 2025/2026 l'importo lo stabilisce ogni anno un decreto del Ministro dell'istruzione e del merito, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, «adottato entro il 30 gennaio di ogni anno», sulla base del numero dei beneficiari e delle risorse disponibili (comma 121). Per il 2025/2026 il decreto ha fissato 383 euro (articolo 2, comma 3); il Ministero ha comunicato l'attivazione da lunedì 9 marzo 2026.
La somma «non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile» (comma 121). L'importo per il 2026/2027 sarà stabilito dal prossimo decreto annuale.
03 Cosa si può comprare
L'elenco è nel comma 121 e, punto per punto, nell'articolo 3 del decreto 2025/2026:
- libri e testi, anche in formato digitale;
- pubblicazioni e riviste utili all'aggiornamento professionale;
- iscrizione a corsi di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali svolti da enti accreditati presso il Ministero, a corsi di laurea, laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, a corsi post lauream o master universitari, se inerenti al profilo professionale;
- biglietti per teatro e cinema;
- prodotti dell'editoria audiovisiva;
- ingressi a musei, mostre, eventi culturali e spettacoli dal vivo;
- strumenti musicali;
- servizi di trasporto di persone;
- iniziative coerenti con il piano triennale dell'offerta formativa della scuola e con il Piano nazionale di formazione;
- hardware e software, con la regola dei quattro anni spiegata sotto.
Strumenti musicali, editoria audiovisiva e trasporto di persone sono le voci aggiunte dalle leggi del 2024 e del 2025 citate nelle premesse del decreto. Per i titoli che fanno punteggio nelle graduatorie ci sono le news sui master e perfezionamenti e sulle certificazioni linguistiche.
04 Hardware e software: una volta ogni quattro anni
Dal 2025/2026 la Carta si può usare per hardware e software «esclusivamente in occasione della prima erogazione della stessa e, successivamente, con cadenza quadriennale» (comma 121; decreto 2025/2026, articolo 3, comma 2). Chi aveva già ricevuto la Carta in un anno precedente al 2025/2026 poteva comprare hardware e software nel 2025/2026 e poi di nuovo ogni quattro anni (comma 4). La stessa regola vale per chi riceve la Carta in esecuzione di una sentenza (comma 3).
Il testo non dice come si contano i quattro anni per chi salta un anno di Carta, per esempio un supplente che un anno ha solo supplenze brevi: su questo punto né la legge né il decreto danno indicazioni.
05 Come si usa: SPID e buoni di spesa
Le modalità di utilizzo restano quelle del DPCM del 28 novembre 2016, richiamato dal decreto 2025/2026 per tutto quello che non regola (articolo 5, comma 2). La Carta è un'applicazione web: il docente accede con l'identità digitale SPID e genera nell'area riservata dei buoni di spesa con un codice, ciascuno legato a un acquisto, da usare presso esercenti ed enti registrati sulla piattaforma (DPCM, articoli 2, 3 e 6). Il credito si riduce solo quando l'esercente accetta il buono: un buono generato e non speso non toglie nulla dal saldo (articolo 6, commi 4 e 5).
Gli esercenti devono inviare la fattura entro novanta giorni dalla validazione del buono, a pena di decadenza dal rimborso (comma 123-bis; decreto, articolo 4, comma 2): è una regola per chi vende, non per il docente.
06 Le somme non spese e la fine del servizio
Le somme della Carta 2025/2026 non spese entro la fine dell'anno scolastico si possono usare anche nel 2026/2027, fermi i limiti per hardware e software. Il decreto aggiunge: «In ogni caso le somme erogate sulla Carta non sono più fruibili dal beneficiario a decorrere dalla sua cessazione dal servizio» (articolo 2, comma 4). Il decreto non dice se la scadenza di un contratto a tempo determinato conti come cessazione dal servizio ai fini della Carta.
Le somme erogate nel 2025/2026 in esecuzione di sentenze sono utilizzabili anche nel 2026/2027, anche in caso di cessazione dal servizio (comma 6).
07 Sospensione disciplinare e controlli
Il docente sospeso per motivi disciplinari nel 2025/2026 non può usare la Carta, neanche per le somme rimaste degli anni precedenti, e l'importo dell'anno non gli è assegnato; se la sospensione arriva dopo l'assegnazione, la somma viene recuperata sulla Carta e, se non basta, sull'assegnazione dell'anno in cui il beneficio torna (decreto 2025/2026, articolo 2, comma 5). Le somme usate per spese non ammesse o non rendicontate correttamente sono recuperate sulla Carta dell'anno dopo (DPCM, articolo 6, comma 7).
08 Un esempio e cosa controllare
Esempio ipotetico. Una docente con supplenza fino al 30 giugno 2026 ha ricevuto la Carta 2025/2026 da 383 euro, la prima della sua vita. Può usarla per un corso di aggiornamento di un ente accreditato e, essendo la prima erogazione, anche per un computer. Se nel 2026/2027 ottiene un'altra supplenza al 30 giugno, avrà la Carta di quell'anno con l'importo che fisserà il nuovo decreto, ma per comprare di nuovo hardware dovrà aspettare la cadenza quadriennale.
Cosa controllare: il tipo di contratto (al 31 agosto, al 30 giugno o temporaneo); se l'acquisto è tra le voci ammesse; se si è già usata la Carta per hardware e software e in quale anno; che l'esercente o l'ente sia registrato sulla piattaforma. Per il tempo dedicato alla formazione c'è la news sui cinque giorni per la formazione; per tutte le assenze del supplente la guida sulle assenze dei supplenti docenti.
09 Domande frequenti
I supplenti hanno diritto alla Carta del docente?
Sì, se hanno una supplenza annuale su posto vacante e disponibile (31 agosto) o una supplenza fino al termine delle attività didattiche (30 giugno): sono le categorie della legge 107/2015, articolo 1, comma 121.
Le supplenze brevi danno diritto alla Carta?
Il comma 121 non le nomina tra i beneficiari e il decreto 2025/2026 non le cita: la legge elenca solo ruolo, supplenza annuale, supplenza fino al termine delle attività didattiche e personale educativo.
Quanto vale la Carta del docente 2025/2026?
383 euro, fissati dal decreto del Ministro dell'istruzione e del merito di concerto con l'Economia (articolo 2, comma 3); la legge prevede un massimo di 500 euro annui.
Si può comprare un computer con la Carta?
Sì, ma dal 2025/2026 hardware e software si comprano solo alla prima erogazione e poi ogni quattro anni; chi aveva già avuto la Carta poteva farlo nel 2025/2026 e poi con cadenza quadriennale.
Cosa succede alle somme non spese?
Quelle del 2025/2026 si possono usare anche nel 2026/2027; il decreto precisa però che non sono più fruibili dalla cessazione dal servizio (articolo 2, comma 4).
Con la Carta si possono pagare master e corsi di laurea?
Sì, se inerenti al profilo professionale: corsi di laurea, laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, corsi post lauream e master universitari, oltre ai corsi di enti accreditati presso il Ministero.
La Carta del docente è tassata?
No: la legge stabilisce che la somma non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile.
10 Fonti
- Normattiva · Legge 13 luglio 2015, n. 107, articolo 1, commi 121-123-bis (testo vigente)
- Ministero dell'Istruzione e del Merito · Decreto del Ministro di concerto con il Ministro dell'economia, n. 59 del 31 marzo 2026, Carta del docente 2025/2026
- Gazzetta Ufficiale · DPCM 28 novembre 2016, modalità di assegnazione e utilizzo della Carta
- Ministero dell'Istruzione e del Merito · Comunicato: attiva dal 9 marzo la Carta del docente 2025/2026
- Ministero dell'Istruzione e del Merito · OM n. 27 del 16 febbraio 2026, articolo 2, commi 6 e 10 (tipi di supplenza)
