«Ho preso una supplenza» può voler dire cose molto diverse. Tra un incarico annuale e una supplenza breve cambiano durata, retribuzione e persino se sei pagato d'estate. Ecco le differenze da conoscere prima di accettare — o di ordinare le tue preferenze.
01 I tre tipi di supplenza
Le supplenze si dividono in tre grandi categorie: annuale (fino al 31 agosto), fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) e temporanea/breve (per sostituire un collega assente per un periodo determinato). Cambia la durata, e con essa quasi tutto il resto.
02 Annuale (31 agosto) vs 30 giugno
La differenza più sentita riguarda l'estate. La supplenza al 31 agosto (su posto vacante e disponibile) ti garantisce la retribuzione anche nei mesi estivi. Quella al 30 giugno (su posto solo disponibile) termina con la fine delle lezioni: niente stipendio a luglio e agosto, pur maturando alcuni diritti. A parità di sede, l'annuale è quasi sempre più conveniente.
03 Le supplenze brevi e temporanee
Sono gli incarichi più corti, per sostituire un docente assente (malattia, maternità, aspettativa). Durano quanto l'assenza e possono essere prorogate. Non danno la continuità di un annuale, ma sono spesso il primo modo per accumulare punteggio di servizio in vista degli aggiornamenti futuri.
04 Da quali graduatorie arrivano
Le supplenze annuali e al 30 giugno da GPS si assegnano con la procedura informatizzata sulle 150 preferenze. Le supplenze brevi e temporanee, invece, arrivano dalle graduatorie d'istituto delle scuole che hai indicato. Ecco perché conviene curare sia le 150 preferenze sia la scelta delle 20 scuole d'istituto.
