Con le nomine partite, molti supplenti ATA hanno appena firmato il primo contratto dell'anno. Tra i diritti da conoscere ci sono i permessi per motivi personali o familiari: per chi ha una supplenza fino al 31 agosto o al 30 giugno il contratto nazionale prevede tre giorni retribuiti per anno scolastico. Ecco a chi spettano, come si documentano e cosa cambia per le supplenze brevi.
01 Cosa prevede il contratto
La regola è nell'articolo 35 del CCNL Istruzione e Ricerca 2019-21, firmato il 18 gennaio 2024 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. L'articolo riguarda il personale ATA con contratto a tempo determinato e distingue in base alla durata della supplenza.
Chi ha un contratto fino al 31 agosto oppure fino al 30 giugno ha diritto a tre giorni di permesso retribuito per ogni anno scolastico, da usare per motivi personali o familiari. Retribuito significa che la giornata di assenza è pagata come una giornata di servizio.
Il tema è tornato d'attualità in questi giorni: Orizzonte Scuola gli ha dedicato il numero del 3 settembre della newsletter Mondo ATA, una guida ai permessi del personale amministrativo, tecnico e ausiliario.
02 Il motivo va documentato
Il permesso non è una giornata libera da prendere senza spiegazioni. Il contratto chiede che il motivo personale o familiare sia documentato. La documentazione può essere anche un'autocertificazione, cioè una dichiarazione resa secondo il DPR 445/2000, la norma che regola le dichiarazioni sostitutive.
Il ruolo del dirigente scolastico è verificare che la documentazione ci sia. Per questo conviene presentarla insieme alla domanda, e non a posteriori: una richiesta completa si gestisce più in fretta e non lascia margini a contestazioni.
Chi sceglie l'autocertificazione deve ricordare che si tratta di una dichiarazione sotto la propria responsabilità: va compilata con precisione, indicando il motivo in modo chiaro, anche senza entrare in dettagli non necessari.
03 Supplenze brevi e saltuarie
Il quadro è diverso per chi lavora con supplenze brevi e saltuarie, cioè sostituzioni temporanee di personale assente. In questo caso i permessi per motivi personali o familiari sono non retribuiti: ci si può assentare nei casi previsti, ma la giornata non viene pagata.
La differenza pesa soprattutto nelle prime settimane dell'anno, quando molti aspiranti lavorano su sostituzioni in attesa di una proposta più lunga. Chi nel corso dell'anno passa a un contratto fino al 30 giugno o al 31 agosto cambia anche categoria ai fini dei permessi: in quel caso conviene chiedere alla segreteria come si applica la regola al proprio contratto.
Anche con una supplenza breve, in ogni caso, conviene comunicare l'assenza il prima possibile, così che la scuola possa riorganizzare il servizio, e farsi indicare dalla segreteria come presentare la domanda.
04 Anche a ore
Per il personale ATA il contratto consente in generale di fruire dei permessi anche a ore, e non solo per giornate intere. È una possibilità utile per chi ha un impegno che occupa solo una parte della mattina, come una visita o una pratica in un ufficio.
Le modalità concrete, per esempio come conteggiare le ore rispetto ai giorni, vanno chiarite con la segreteria della scuola, che gestisce le assenze e può indicare come compilare la richiesta.
05 Come chiederli in pratica
La procedura cambia un po' da scuola a scuola, ma i passaggi di base sono sempre gli stessi:
- presenta una richiesta scritta al dirigente, attraverso la segreteria o il sistema usato dalla scuola;
- indica il giorno o i giorni di assenza, oppure le ore, e il motivo personale o familiare;
- allega la documentazione o l'autocertificazione;
- presenta la domanda con il maggior anticipo possibile, così che la scuola possa organizzare il servizio;
- conserva una copia della domanda e della risposta.
Tenere il conto dei giorni già usati evita sorprese: i tre giorni retribuiti sono riferiti all'intero anno scolastico.
06 Due esempi
Una collaboratrice scolastica con supplenza fino al 30 giugno deve accompagnare un familiare a una visita specialistica. Chiede un giorno di permesso per motivi familiari, allega un'autocertificazione e ottiene la giornata retribuita. Le restano due giorni per il resto dell'anno.
Un assistente amministrativo che lavora con una supplenza breve di tre settimane ha lo stesso impegno. Può chiedere il permesso, ma la giornata non sarà retribuita, perché il suo contratto rientra tra le supplenze brevi e saltuarie.
Un terzo caso riguarda chi ha un impegno di poche ore. Un assistente tecnico con supplenza fino al 31 agosto deve sbrigare una pratica personale a metà mattina: invece di chiedere l'intera giornata, può verificare con la segreteria la possibilità di usare il permesso a ore, allegando comunque la documentazione o l'autocertificazione del motivo.
07 Domande frequenti
Basta l'autocertificazione o serve un documento? Il contratto ammette anche l'autocertificazione secondo il DPR 445/2000.
Il dirigente che cosa controlla? Verifica che la documentazione del motivo sia presente: per questo conviene allegarla subito alla domanda.
Con una supplenza breve ho diritto ai tre giorni retribuiti? No. Per le supplenze brevi e saltuarie i permessi per motivi personali o familiari non sono retribuiti.
Dove trovo il testo della norma? All'articolo 35 del CCNL Istruzione e Ricerca 2019-21, pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
