L'anno scolastico si apre con uno scontro sui numeri del precariato. Il Ministero ha diffuso i dati sugli incarichi a tempo determinato dei docenti, ma secondo la FLC CGIL il quadro è incompleto: mancherebbero all'appello circa 60mila precari ATA. Vediamo cosa dicono le due parti e, soprattutto, che cosa significa questa discussione per chi lavora con supplenze ATA.
01 I dati diffusi dal Ministero
Secondo quanto riportato da Tecnica della Scuola, il Ministero ha comunicato 155.072 conferimenti di incarichi a tempo determinato ai docenti per il 2026/27. Nel totale rientrano anche 55.814 conferme su posti di sostegno, cioè i supplenti che hanno potuto proseguire sullo stesso posto dell'anno precedente.
Si tratta di numeri che riguardano soltanto il personale docente. Il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, che pure conta molti lavoratori con contratti a termine, non compare in questo conteggio. Le sue operazioni di nomina, del resto, sono ancora in corso in molte province.
Proprio sull'assenza degli ATA si è concentrata la replica sindacale, che mette in discussione il perimetro scelto per raccontare il precariato della scuola, più che il dato sui docenti in sé.
02 La replica della FLC CGIL
La FLC CGIL ha contestato la lettura del Ministero, sostenendo che dal conto restano fuori i lavoratori ATA. Il sindacato stima che i precari ATA siano circa 60.000. Sommandoli agli incarichi dei docenti, sempre secondo la FLC CGIL, i lavoratori a termine della scuola supererebbero quota 200.000.
Va sottolineato che la cifra dei 60mila è una stima sindacale e non un dato ufficiale. Chi legge queste cifre deve quindi tenere distinti i due piani: il dato ministeriale sugli incarichi dei docenti e la valutazione del sindacato sugli ATA. Per gli ATA, del resto, le chiamate da graduatorie provinciali e d'istituto non sono ancora concluse.
La discussione, in sostanza, riguarda il modo di misurare il precariato: contare solo i docenti o guardare all'intera comunità scolastica, di cui gli ATA sono una parte essenziale.
03 Il divario tra assunzioni e posti vacanti
A sostegno della propria posizione, la FLC CGIL richiama il rapporto tra assunzioni e posti liberi. Per il 2026/27 le immissioni in ruolo ATA sono state circa 11.000, a fronte di oltre 33.000 posti vacanti.
La differenza, come accade ogni anno, si traduce in supplenze: annuali fino al 31 agosto oppure fino al termine delle attività didattiche, al 30 giugno. A queste si aggiungono gli incarichi su posti che si liberano in corso d'anno e le supplenze brevi disposte direttamente dalle scuole.
Per il sindacato è la prova che una parte consistente del fabbisogno delle scuole viene coperta con contratti a termine. Nel caso degli ATA il tema tocca da vicino soprattutto i collaboratori scolastici, il profilo con il contingente di assunzioni più ampio previsto dal DM 166.
04 Il richiamo alla Corte di giustizia UE
Nel suo intervento la FLC CGIL cita anche la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 13 maggio 2026, causa C-155/25, che il sindacato collega all'abuso dei contratti a termine per il personale ATA.
La Corte di giustizia interpreta il diritto dell'Unione, compresa la disciplina europea sul lavoro a tempo determinato, e le sue pronunce vincolano i giudici nazionali. Quali effetti concreti possa avere questa sentenza sui singoli rapporti di lavoro è però una questione che va valutata caso per caso, con l'assistenza di un sindacato o di un legale.
Nel dibattito di questi giorni la sentenza è citata dalla FLC CGIL come argomento a favore di una maggiore stabilizzazione del personale ATA. Chi ha alle spalle molti contratti a termine e vuole capire se la pronuncia lo riguarda farebbe bene a raccogliere la documentazione dei propri servizi prima di chiedere una consulenza.
05 Cosa significa per chi fa supplenze ATA
Al di là della disputa sui numeri, alcune indicazioni pratiche valgono per chi lavora o spera di lavorare con contratti a termine:
- i posti da coprire con supplenza restano molti, quindi conviene seguire le operazioni fino alla fine, anche da posizioni non di vertice;
- conserva copia di tutti i contratti firmati, con date di inizio e fine: servono per il punteggio nelle graduatorie e per ricostruire la propria carriera;
- controlla che i servizi prestati risultino correttamente nel fascicolo e nelle domande di aggiornamento.
Un esempio ipotetico: un collaboratore scolastico con quattro anni di supplenze consecutive in scuole diverse ha tutto l'interesse a tenere in ordine i contratti. Gli servono per il punteggio di servizio e, se un giorno volesse far valere i propri diritti, per documentare la durata effettiva del rapporto.
06 Domande frequenti
I 60mila precari ATA sono un dato del Ministero? No, è una stima della FLC CGIL. Il Ministero ha diffuso dati solo sugli incarichi dei docenti.
Le conferme su sostegno riguardano anche gli ATA? No, le 55.814 conferme riguardano i docenti di sostegno.
La sentenza della Corte UE mi dà diritto al ruolo? Non automaticamente. Il sindacato la richiama nel dibattito sul precariato, ma gli effetti sui singoli vanno verificati con un esperto.
Le supplenze ATA per il 2026/27 sono già tutte assegnate? No, in molte province le operazioni sono ancora in corso e i posti residui passano progressivamente alle scuole.
