Torna il tema del doppio canale di reclutamento. Mario Pittoni, responsabile Istruzione della Lega, ha indicato sulla sua pagina Facebook quello che considera il terzo passo: trasformare le GPS in GPSR, graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo, con un accordo con la Commissione europea. È una proposta politica, non una norma: ecco cosa prevede e cosa resta valido oggi.
01 La proposta: dalle GPS alle GPSR
Secondo quanto riportato da Orizzonte Scuola, Pittoni propone di concordare con la Commissione europea la trasformazione delle graduatorie provinciali per le supplenze in graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo. Cambierebbe la sigla, da GPS a GPSR, e con la sigla la funzione: le stesse graduatorie servirebbero non solo per i contratti a termine, ma anche per le assunzioni a tempo indeterminato.
È il cuore del doppio canale di cui si discute da tempo: affiancare ai concorsi un secondo accesso al ruolo basato sulla graduatoria. Rispetto al dibattito che avevamo seguito ad agosto, sospeso tra decreto legge e intesa con Bruxelles, la novità è l'indicazione di uno strumento preciso e di un percorso a tappe.
L'idea non è estranea alla storia della scuola italiana. Per anni i posti di ruolo sono stati divisi tra concorsi e graduatorie ad esaurimento, che però sono chiuse a nuovi inserimenti da tempo. Chi è entrato nel sistema più di recente, e oggi è inserito solo nelle GPS, non ha accesso a quel secondo binario: è questa la platea a cui la proposta si rivolge.
02 I passi già compiuti secondo Pittoni
Nel ragionamento di Pittoni la trasformazione in GPSR è il terzo passo di un percorso. I primi due, sempre secondo lui, sono già stati fatti:
- il recupero dell'idoneità e delle graduatorie di merito;
- gli elenchi regionali degli idonei.
Sono misure che riguardano chi ha affrontato un concorso: gli idonei sono i candidati che hanno superato le prove senza rientrare tra i vincitori. Il terzo passo allargherebbe il discorso a una platea diversa, quella di chi è inserito nelle graduatorie provinciali e lavora da supplente.
03 Il nodo europeo e i tempi
La condizione è l'accordo con la Commissione europea. Secondo quanto riferisce Pittoni, Bruxelles sarebbe disponibile a concorsi mirati solo dove le graduatorie non hanno più candidati.
Anche i tempi, per sua stessa ammissione, dipendono dall'Europa: finché non arriva un via libera non c'è una scadenza. Solo dopo, secondo lo schema indicato, il meccanismo verrebbe inserito in un decreto-legge, da convertire in legge entro 60 giorni.
Il decreto-legge è lo strumento che il Governo usa nei casi di urgenza: entra in vigore subito, ma perde efficacia se il Parlamento non lo converte nel termine. Significa che, anche nello scenario più rapido, il percorso passerebbe comunque da un voto delle Camere.
04 Il quarto passo: il costo dei docenti
Pittoni indica anche un quarto passo: avvicinare il costo di un docente di ruolo a quello di un supplente. È un passaggio che riguarda l'equilibrio economico del sistema più che le graduatorie in senso stretto, ma nel suo schema viene dopo la trasformazione delle GPS.
Non sono stati diffusi dettagli su come arrivarci, né su quali voci intervenire. Anche questo punto, per ora, resta un'indicazione di direzione e non una misura definita. Chi legge queste dichiarazioni farebbe bene a distinguere con cura gli obiettivi politici annunciati dalle regole che oggi governano nomine e assunzioni.
05 Cosa vale oggi per chi è in GPS
Nessun atto normativo è stato adottato. Per chi è inserito nelle GPS le regole restano quelle in vigore, e vanno tenute distinte dalla proposta.
Oggi l'unico canale di assunzione dalle GPS è la procedura sul sostegno di prima fascia, riservata ai docenti specializzati. La circolare ministeriale n. 11814 del 6 maggio 2026, al punto 1.1, la richiama come prorogata fino al 31 dicembre 2026 dal decreto-legge 127/2025, convertito dalla legge 164/2025.
Un esempio ipotetico: un docente abilitato inserito in prima fascia GPS su una classe di concorso della secondaria, senza specializzazione sul sostegno, oggi usa la graduatoria solo per le supplenze. Se le GPSR diventassero realtà, la sua posizione potrebbe contare anche per il ruolo, secondo regole che però sono ancora tutte da scrivere.
Nel frattempo la cosa più utile resta curare la propria posizione attuale: controllare punteggio e fascia nelle graduatorie del biennio in corso, seguire i turni di nomina e, per chi ha la specializzazione, tenere d'occhio la procedura sul sostegno finché resta aperta.
06 Domande frequenti
Le GPSR esistono già? No. Sono una proposta politica di Mario Pittoni: non esiste alcun atto normativo che le istituisca.
Quando potrebbero arrivare? Secondo Pittoni i tempi dipendono dall'accordo con la Commissione europea. Dopo un eventuale via libera servirebbe un decreto-legge, da convertire entro 60 giorni.
Oggi dalle GPS si può entrare in ruolo? Solo con la procedura sul sostegno di prima fascia, prorogata fino al 31 dicembre 2026.
La proposta cambia qualcosa per le supplenze di quest'anno? No: le nomine del 2026/27 seguono le regole in vigore.
Chi ha proposto le GPSR? Mario Pittoni, responsabile Istruzione della Lega, in un post sulla sua pagina Facebook ripreso da Orizzonte Scuola.
